San Josè, 28
gen (Prensa Latina) Il presidente cubano, Raul Castro, ha affermato oggi che la
normalizzazione delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti non sarà possibile
finché esista il bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto da
Washington contro L'Avana, tra le altre questioni.
Lo stabilimento delle relazioni diplomatiche è l'inizio di un processo verso la
normalizzazione delle relazioni bilaterali, ma questo non sarà possibile finché
esiste il bloqueo, non si restituisca il territorio illegalmente occupato nella
Base Navale di Guantanamo, non cessino le trasmissioni radiali e televisive
illegali delle norme internazionali e non ci sia una compensazione giusta per
il nostro paese per i danni umani ed economici che ha sofferto, ha detto Raul
Castro.
Parlando nel III Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici
che si effettua in questo paese, il presidente cubano ha inoltre assicurato che
non sarebbe etico, giusto né accettabile esigere a Cuba nessun
cambiamento.
Se questi problemi non si risolvono questo avvicinamento diplomatico tra Cuba e
gli Stati Uniti non avrebbe senso, ha sostenuto il leader cubano, in
riferimento alle conversazioni effettuate la settimana scorsa a L'Avana tra
rappresentanti delle due nazioni.
Inoltre, ha proseguito, non ci si può aspettare che Cuba accetti negoziare gli
aspetti menzionati per i nostri temi interni, assolutamente sovrani.
Il Presidente Barack Obama potrebbe utilizzare con determinazione le sue ampie
facoltà esecutive per modificare sostanzialmente l'applicazione del bloqueo,
quello che può fare senza la decisione del Congresso, ha puntualizzato.
Raul Castro ha indicato che si è potuto avanzare in questa recente negoziazione
perché ci trattiamo reciprocamente con rispetto, come uguagli. Per continuare
ad avanzare dovrà essere sempre così, ha condannato.
Sulle conversazioni, ha osservato che i risultati dimostrano che governi che
hanno profonde differenze possono trovare soluzione ai problemi attraverso un
dialogo rispettoso e scambi basati sull'uguaglianza sovrana e la reciprocità in
beneficio delle loro rispettive nazioni.
Come ho affermato più volte, Cuba e Stati Uniti devono imparare l'arte della
convivenza civilizzata basata nel rispetto delle differenze tra i due governi
nella cooperazione in temi di interesse comune, che contribuisca alla soluzione
delle sfide che affrontano l'emisfero ed il mondo, ha segnalato Raul
Castro.
Ma, ha messo in chiaro, non si deve pretendere che per questo Cuba debba
rinunciare ai suoi ideali di indipendenza e giustizia sociale, di claudicare in
uno solo dei suoi principi né cedere un millimetro nella difesa della sovranità
nazionale.
Non ci lasceremo provocare, ma neanche accetteremo nessuna pretesa di consiglio
né pressioni in materia dei nostri temi interni, ha indicato ed ha aggiunto che
“ci siamo guadagnati questo diritto sovrano con grandi sacrifici ed al prezzo
dei maggiori rischi”.
Si è chiesto se si potranno ristabilire le relazioni diplomatiche senza
riannodare i servizi finanziari della Sezione di Interessi di Cuba ed il suo
Ufficio Consolare a Washington, bloccati come conseguenza del bloqueo
finanziario.
Inoltre, ha fatto riferimento, “come spiegare il ristabilimento di relazioni
diplomatiche senza che si ritiri Cuba dalla lista degli Stati patrocinatori del
terrorismo internazionale?”.
“Quale sarà la condotta dei diplomatici statunitensi a L'Avana, rispetto
all'osservanza delle norme che stabiliscono le convenzioni internazionali per
le relazioni diplomatiche e consolari?”, si è anche interrogato.
“La situazione attuale apre, modestamente, un'opportunità all'emisfero di
trovare nuove e superiori forme di cooperazione che convengono alle due
Americhe”, ha sottolineato ed ha aggiunto, concludendo, che “questo
permetterebbe risolvere problemi stimolanti e tracciare nuove
strade”.
Ig/ale
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