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sabato 21 giugno 2014

Sino a quando l’ingiustizia? di Ricardo Alarcon / Assange ha denunciato la sua difficile situazione



Sino a quando l’ingiustizia?
Ricardo Alárcon

La cattura a Cuba di quattro individui residenti a
Ricardo Alarcon Quesada
Miami venuti nell’Isola con il proposito di realizzare qui azioni di terrorismo pianificate là, dove hanno ricevuto addestramento risorse e dove stanno i loro capi, colloca di nuovo alla luce del sole l’assoluta ingiustizia commessa contro i Cinque compatrioti che hanno compiuto un difficile e pericolosa missione per cercare d’evitare crimini del genere.
L’eroico impegno di Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René era perfettamente legittimo. Si fondava in quello che si conosce come “stato di necessità” o la detta “difesa affermativa di necessità”.
In certe circostanze, per salvare vite in pericolo, una persona può commettere violazioni minori (forzare l’entrata, senza chiedere  permesso, in una casa estranea causando danni materiali per salvare qualcuno da un incendio, è  un esempio facile da intendere).
In questo caso, per salvare altre persone, loro hanno posto in pericolo la propria vita e non solo in un’azione eroica, come nell’esempio di una casa incendiata, ma con molte azioni eroiche, negli anni in cui hanno operato nei peggiori gruppi di terroristi,
Più di 50 anni di aggressioni USA contro Cuba
 per scoprire i loro piani. Non hanno mai usato armi, nè usato la forza o la violenza. Nella loro vita quotidiana hanno rispettato le leggi e i doveri sociali e sono stati esempi di convivenza, come hanno testimoniato i vicini e i compagni di lavoro.
I nostri compatrioti, tecnicamente, hanno commesso una sola mancanza: non hanno rivelato alle autorità  la natura del loro impegno a Miami.
Questa violazione, di non essersi iscritti come agenti stranieri, viene compiuta abbastanza frequentemente negli Stati Uniti e si risolve con il pagamento di una multa.
Nel caso dei Cinque anche questa omissione era pienamente giustificata. Anzi, era indispensabile. Chi va a combattere il terrorismo a Miami e nello stesso tempo lo rivela alle stesse autorità che hanno
passato mezzo secolo proteggendo e appoggiando i terroristi? Lo stesso processo al quale sono stati sottoposti lo ha provato abbondantemente.
Dall’accusa iniziale sino alle sessioni nelle quali furono dettate le smisurate sentenze, in tutto il lavoro del tribunale, il Pubblico Ministero non ha mai nascosto di stare dalla parte dei terroristi, che erano i suoi protetti e che per appoggiarli, erano i nostri Eroi a stare seduti nel banco degli accusati, in una rocambolesca sovversione della giustizia.
La Giudice ha fissato momenti indimenticabili che hanno lasciato a nudo la vera essenza di quello che stava accadendo. Lo ha fatto in particolare nell’ora d’imporre le condanne, alle quali è stata inclusa, su domanda del Governo, la detta “clausola d’incapacità” per sottoporre gli accusati, al termine delle condanne esagerate, a un regime speciale che il Pubblico Ministero ha considerato tanto importante e anche più dell’ingiusta reclusione.
Si trattava d’evitare che mai più nessuno dei Cinque tentasse di  agire contro i terroristi.
In quanto a René e Antonio che, avendo la cittadinanza statunitense per diritto di nascita, non potevano essere espulsi immediatamente dal paese com’è avvenuto ora con Fernando, sono stati aggregati diversi anni di libertà vigilata con strette condizioni, con inclusa questa regola rivelatrice: “Come una condizione speciale addizionale della libertà vigilata, si proibisce all’accusato di avvicinarsi o visitare luoghi specifici dove si sa che ci sono o che sono frequentati da individui o gruppi tali come terroristi o persone che praticano la violenza o figurano del crimine organizzato”.
Questo insolito ordine  fu emesso nel dicembre del 2001.
In quei giorni W. Bush proclamava che: “Chi accoglie o protegge o aiuta un terrorista è tanto colpevole come il terrorista stesso”, e stimolato da questa idea Bush scatenava in ogni luogo la sua guerra contro il terrorismo.
In ogni luogo, aveva detto, ma per Bush, Miami è in un altro pianeta.
R. Alarcon  al The Law  Society di Londra 2014


La clausola di proteggere i terroristi è l’essenza stessa di tutta la Saga dei Cinque: basta leggere l’ordine emesso dalla stessa Giudice dieci anni dopo, quando René è uscito di prigione.
Lo volevano obbligare  a restare là solo, isolato, disarmato e senza possibilità di difesa, di fronte a qualsiasi aggressione, e come se fosse poco, la Giudice ha ripetuto parola per parola la proibizione dettata dieci anni prima.
L’avviso era ben chiaro; non avrebbero protetto René dai terroristi  ma questi da René.
Oggi come ieri, il governo degli USA riconosce da paladino, che sa chi sono i terroristi  a Miami e che sa  dove sono e che luoghi frequentano. Ma afferma anche, vergognosamente che a loro non si applica la Dottrina Bush e che invece di arrestarli e inviarli in carcere, dedicherà i suoi sforzi a proteggerli.
Per questo nessuno si è sorpreso quando nel 2005  Luis Posada Carriles – ricercato per 20 anni dalla Interpol, ed evaso dalla giustizia venezuelana che lo aveva condannato per la distruzione in volo di un aereo civile nel  1976 - ha deciso d’installarsi a Miami e continuare a promuovere da lì il terrorismo contro Cuba, non più dalla clandestinità, ma apertamente.
Non ha nemmeno sorpreso che i quattro uomini della rete terrorista di Posada siano venuti a Cuba varie volte per preparare nuovi attacchi e che ora siano reclusi qui.
Sono individui con precedenti penali a Miami ed hanno anche  ostentato i loro propositi criminali.
L’impunità con cui continuano ad operare questi gruppi criminali è conseguenza diretta del processo eseguito contro i nostri Cinque compagni, perchè quello che è accaduto già più di quindici anni fa, era un messaggio molto chiaro e vigente:  a Miami non solo si permette il terrorismo contro Cuba, ma si può contare sulla complicità e la protezione dell’autorità.
La trasformazione del Sud della Florida in un santuario per il terrorismo può essere un gioco pericoloso anche per il popolo nordamericano.
Mentre i Cinque  erano reclusi e si svolgeva l’infame processo contro di loro, lì a Miami si addestrava la maggioranza dei terroristi che avrebbero perpetrato l’atrocità del 11 settembre.
Nessuno provocò sospetti, nessuno aveva suscitato l’interesse del FBI.
A Miami il FBI non ha tempo per queste cose, perchè il suo tempo lo dedica a proteggere il terrorismo contro Cuba e a punire coloro che cercano di evitarne i crimini.
Barack Obama avanza verso la conclusione della metà del suo secondo e ultimo periodo  come Presidente.
Quando entrò alla Casa Bianca nel 2009 ricevette una condotta ipocrita e immorale della quale non era responsabile, ma lo sarà se non farà niente per cambiarla.
Nelle sue mani c’è la possibilità di fare qualcosa, per farlo ricordare come qualcuno differente dai suoi predecessori.
La prima cosa è disporre la libertà immediata e senza condizioni di Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino e Antonio Guerrero. Sì che si può, e lui lo sa.
E sa anche che se non lo farà, la storia non lo perdonerà! (Cubadebate / Traduzione Gm – Granma Int.)

Assange ha denunciato la sua
difficile situazione

Il creatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha denunciato le difficili condizioni in cui fu  detenuto
Julian Assange creatore di Wikileaks
dalle autorità del Regno Unito, prima di ricevere asilo politico dall'Ecuador ed entrare nell’ambasciata di questo paese due anni fa.
In una conferenza stampa trasmessa via Internet, il tecnico australiano raccontato che la stanza dove lo rinchiusero era in pessime  condizioni, il suo stato di salute si è deteriorato per questo,  che gli applicavano  elettrodi alle gambe e che tutti i giorni veniva interrogato dai poliziotti.
Assange ha aggiunto che per quasi due anni i britannici lo hanno perseguitato e quindi arrestato e che, sommati ai due anni rinchiuso nell'ambasciata ecuadoriana a Londra, sono già quattro gli anni che sta vivendo in una situazione assolutamente  irregolare.
 Il governo nordamericano perseguita Assange, che è anche giornalista, perchè nel 2010 WikiLeaks ha
rivelato centinaia di migliaia di note diplomatiche confidenziali e documenti ufficiali che hanno messo in evidenza le irregolarità e le violazioni commesse da Washington in occasioni come le  guerre in Iraq ed in Afghanistan.
 L'australiano ha sottolineato che in questi quattro anni non ha mai potuto vedere i suoi figli, e che la sua famiglia è vittima di innumerevoli minacce di morte.
“Alcuni miei parenti hanno dovuto cambiare il loro nome per sottrarsi alle persecuzioni e alle minacce”, ha affermato.
 Nonostante questa situazione, ha aggiunto, io ho mantenuto la mia promessa di mantenermi forte e non arrendermi, nonostante varie e forti pressioni, come il blocco finanziario della  mia organizzazione, e delle mie proprietà,  che ci ha colpito già da vari anni.
Assange ha ringraziato il governo di Rafael Correa che continua a proteggerlo, gli avvocati e il personale della sua squadra di sostegno, che lavorano senza praticamente ricevere onorari.
(PL / Traduzione GM- Granma Int.)
  http://www.granma.cu/idiomas/italiano/index.html

Immagini da internet  inserite da amministratore Blog corrente 

 


martedì 27 maggio 2014

LA SOVVERSIONE IN GESTAZIONE IN AMERICA LATINA : LA USAID E LA NED / UN RECLAMO MONDIALE : LIBERTA' GIA' PER I CINQUE


Oggi parte questo nuovo blog militante
internazionalista dell'alta Maremma Toscana, che sosterrà la Rivoluzione Cubana, come la causa per la libertà di RAMON, ANTONIO, GERARDO, tre dei Cinque eroi cubani ancora ingiustamente detenuti nelle carceri dell'Impero USA. ...Si affiancherà agli altri blog's internazionalisti già in funzione come : 



http://resistenciasiempre.blogspot.it/
http://5eroicubani.over-blog.it/
 

I primi due post sono dedicati alle quotidiane aggressioni preparate e finanziate dagli Stati uniti in  oltre 50 anni di aggressioni, nel post sui CINQUE eroi cubani redatto dalla scrittrice Argentina Stella Calloni poco prima della liberazione di Fernando Gonzalez,sono messi in evidenza gran parte dei  crimini compiuti dall'impero yankes.

 LA SOVVERSIONE IN GESTAZIONE IN AMERICA LATINA : LA USAID E LA NED



L’America Latina fu scenario, nel 1961, di uno dei primi  programmi preparati  dall’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID), così come fu «l’Alleanza per il Progresso», un primo grande tentativo d’isolare la Rivoluzione Cubana, stigmatizzarla e minimizzare l’influenza che avrebbe
potuto emanare a favore di un auge dei movimenti di liberazione nazionali nel continente.

Quel progetto si trasformò nella base dei programmi della USAID per l’America Latina durante gli anni ‘60. Ma  questi non furono dedicati al fomento e  all’amministrazione dei fondi per lo sviluppo economico, ma piuttosto furono posti a disposizione della brutale repressione dei gruppi, delle organizzazioni o di semplici cittadini progressisti, nazionalisti  o con idee di sinistra.

Dagli anni ’60, la USAID lavorava assieme alla CIA ai progetti d’assistenza estera, soprattutto in quello che riguarda l’addestramento delle forze di polizia nei regimi militari che erano giunti al potere per mezzo di colpi di stato, in paesi latino americani come Cile, Uruguay, Paraguay, Argentina e Brasile, tra i tanti.

Secondo  documenti resi pubblici dalla CIA, durante gli anni dell’orrenda Operazione Cóndor in America Latina, la USAID era implicata in un tipo d’attività internazionale altamente segreta, relazionata con il detto controterrorismo, che includeva l’addestramento di individui in tecniche speciali di diverso tipo: interrogatori, sabotaggi  persecuzioni. Il governo degli  Stati Uniti ha utilizzato il paravento della USAID per svolgere attività illegali in altri paesi che sono condannate dagli stessi statunitensi.

Negli ultimi anni i programmi d’intervento politico organizzati dagli Stati Uniti, sviluppati nella rubrica di «promozione della democrazia», contengono vari livelli del disegno di politiche, finanziamento, attività per operativi e influenza.

A questi livelli si ubica la USAID, alla quale si assegnano milioni di dollari che distribuisce direttamente o attraverso la Fondazione Nazionale per la Democrazia -la sua sigla in inglese è NED- e altre agenzie che omaggiano a istituzioni statunitensi
«private», strettamente legate all’ordine politico e allineate con la politica estera  statunitense, e a molte organizzazioni nello stesso paese del loro interesse. Queste sovvenzioni comprendono ovviamente orientamenti, «consigli» e il patrocinio politico, come parte di un addottrinamento o reclutamento ideologico a favore degli Stati Uniti.

Queste entità riuniscono partiti e coalizioni politiche locali, sindacati e sindacati di imprese, mezzi di comunicazione, associazioni di professionisti e di civili, gruppi studenteschi e di donne, leghe contadine e gruppi dei diritti  umani.

Questa vera rete interventista vuole penetrare e captare quadri della società civile in terzi paesi, utilizzando questi gruppi locali, un autentico esercito di «consultori», «consiglieri tecnici» ed «esperti» che, inviati dagli Stati Uniti, arrivano nei paesi   latinoamericani per sviluppare questi programmi sovversivi.

Per il periodo 2007-2012 e seguendo il concetto «Governando giustamente e   democraticamente», la USAID ha dedicato nel 2008 un bilancio di $158 milioni ai programmi per l’America Latina e i Caraibi, dedicati a creare presunti sistemi politici competitivi, dove tutti  i cittadini abbiano il diritto al potere politico.

Nel  2008, le agenzie nordamericane affiliate alla USAID finanziarono con 4 milioni di dollari più di 68 programmi e organizzazioni delle forze dell’opposizione del Venezuela, mentre la grande maggioranza degli statunitensi, colpiti dalla peggiore crisi economica in 80 anni, ignoravano totalmente che milioni di dollari del loro  denaro si investivano in campagne antidemocratiche, in paesi come Nicaragua, Bolivia o Ecuador.

La Fondazione Nazionale per la Democrazia partecipa attivamente anche in questi programmi d’ingerenza. Durante i primi dieci anni della sua esistenza, ha distribuito circa 200 milioni di dollari attraverso 1.500 progetti per sostenere «gli amici d’America». Nel  decennio dei ‘90, l’ammontare del denaro consegnato alla NED a scala globale ascese a  267 milioni di dollari.

Nel caso di Cuba, il finanziamento della USAID o della NED è indirizzato a un gruppo di organizzazioni anticubane, radicate fondamentalmente negli  Stati Uniti, e ai gruppuscoli controrivoluzionari interni, indirizzati e manipolati dalla Sezione d’ Interesse nordamericana a L’Avana. Nel 1995 l’amministrazione del presidente statunitense William Clinton fornì il primo pacchetto di aiuti della USAID per Cuba, con il proposito de promuovere  la caduta della Rivoluzione  Cubana.

Da allora sono state  dedicate a decine i milioni  per questo  proposito.

Il 31 gennaio del 2008 la USAID fece una convocazione per il finanziamento dei programmi sovversivi contro Cuba, alla quale destinò 20 milioni di dollari.

I nuovi mezzi d’aggressione nel XXI secolo

L’apporto multimilionario degli Stati Uniti allo sviluppo dell’alta tecnologia nell’industria della guerra amplia le loro possibilità aggressive contro il mondo.

Il 21 maggio del 2010 è stato creato ufficialmente il Ciber-comando degli  Stati Uniti (USCYBERCOM, la sigla in inglese), con la direzione del Comando Strategico degli Stati Uniti  la guida del Direttore Generale dell’Agenzia di Sicurezza  Nazionale (NSA).

Questo comando assumerà la responsabilità di altre agenzie specializzate già esistenti ed avrà la sua sede a Fort Meade, in Maryland, dove si trovano anche  le installazioni principali della NSA. Il USCYBERCOM pianifica, coordina, integra, sincronizza e dirige le operazioni per proteggere le reti d’informazione del Dipartimento di Difesa e realizza un’ampia varietà di operazioni militari offensive nel ciber-spazio contro altre nazioni. Costituisce un settore in crescita nel complesso militare industriale e necessiterà inizialmente migliaia di milioni di dollari in investimenti  e più di 10.000 nuovi specialisti.

USCYBERCOM riunirà in un solo organo i quattro gruppi  della guerra cibernetica esistenti: quello della 24ª Forza Aerea, la Decima Flotta, il Cibercomando delle  Forze Armate e quello  della Marina.

Il potenziale distruttivo di USCYBERCOM sarà a lunga portata dato che possiede  la capacità d’infliggere un danno irreparabile e catastrofico nella vita sociale dei paesi  aggrediti alle loro infrastrutture civili, alle reti elettriche, ai sistemi per immagazzinare l’acqua, alle istituzioni finanziarie, ai centri de trasporto e tele comunicazioni.

 Nelle città densamente di Africa, Asia, America Latina e Medio Oriente, un piccolo numero di  attacchi indirizzati contro questi centri critici, provocherebbe il collasso  di tutta la rete.

Il sito delle rivelazioni in Internet, Wikileaks, ha pubblicato di recente un documento statunitense che delinea lo stretto coordinamento delle molteplici agenzie in azione in questo tipo di guerra, includendo il FBI, la NASA, il Comando Nord degli Stati  Uniti e l’Agenzia Nazionale d’Intelligenza Geoespaziale (NGA). Il documento rivelato si riferisce al controllo in tempo reale dei telefoni cellulari e di altre comunicazioni elettroniche ottenuto con i satelliti militari spie della NGA.

«Il terreno cibernetico, come terreno di combattimento […] come l’aria, favorisce l’ offensiva», ha detto Lani Kass, assistente speciale del Capo di Stato Maggiore della Forza Aerea che dirigeva  precedentemente la forza impegnata  per il ciberespazio.

«[…] Il ciber-spazio favorisce le operazioni offensive. Queste operazioni respingeranno, degraderanno,
destabilizzeranno, distruggeranno o inganneranno un avversario. Le operazioni offensive nel ciber-spazio assicureranno  una libertà  d’azione amica, mentre negano la stessa libertà ai nostri avversari. Realizzeremo le nostre capacità per sferrare  attacchi con sistemi elettronici, interdizioni e attacchi contro sistemi elettromagnetici, attacchi contro reti, e operazioni di attacchi contro le infrastrutture. Gli obiettivi includono le reti terrestri, aeree e spaziali dell’avversario, attacchi elettronici e attacchi contro sistemi di reti, e allo stesso avversario […]».
 

Air Force Cyber Command, «Strategic Vision. (Dal libro “Il gigante delle sette leghe” della editrice Capitan San Luis, edizione in italiano - Traduzione Gioia Minuti)

  

UN RECLAMO MONDIALE : LIBERTA' GIA' PER I CINQUE


Conosciamo i metodi con cui la CIA, nota intelligence dell'Impero USA, opera nel mondo per compiere (senza ritorsioni) azioni criminali, torture o veri e propri genocidi contro chi non è allineato o non si vuole allineare al pensiero imperialista.


In questo documento scritto dall'Argentina Stella Calloni e tradotto da Gioia Minuti nel cartaceo del Granma Internacional, si parla dell'ingiustizia verso i Cinque Eroi Cubani passando tra le altre incalcolabili ingiustizie che Cuba riceve dagli anni '60 dal poderoso quanto criminale vicino di casa... Dalla politica imperialista USA non potrà mai uscire qualcosa di umano dato che il marcio è radicato nel DNA fin dall'inizio della sua storia, costellata di morte, distruzione e genocidi, iniziando dall'eliminazione della popolazione nativa di quella terra.

Questo di Stella Calloni è un approfondimento ben curato sui Cinque e sugli ultimi 55 anni di Cuba che arricchisce il lettore nella conoscenza de fatti accaduti.

                                                     By Sandino

Nelle ultime settimane una campagna mondiale, inedita come quantità e diversità di paesi e voci, ha domandato “già e adesso” la liberazione degli Eroi Cubani che gli USA mantengono ingiustamente reclusi da 15 anni.


La campagna, che ha convocato parlamentari personalità,intellettuali,organizzazioni umanitarie ,politico, sindacali, studentesche e popolari del mondo, ha diffuso la verità ed giunto alle porte della Casa Bianca, in realtà Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez y Ramon Labanino, con Renè Gonzalez che ha già scontato la sua ingiusta condanna, noti nel mondo come”I Cinque”, sono ostaggi di una guerra terrorista crudele e spietata, che i governi degli Stati uniti mantengono contro Cuba dagli anni '60.


Basta ricordare che l'isola a 90 miglia dalla potenza imperialista è assediata da mezzo secolo di blocco economico illegale e disumano, per aver conquistato la sua libertà e l'indipendenza definitiva con una eroica lotta anticoloniale contro due imperi :quello spagnolo nel XIX secolo e lo statunitense nel XX.


Sono passati 15 anni da quando l'ingiustizia e il fondamentalismo politico del potere egemonico hanno rinchiuso questi uomini ed è impossibile non chiedersi la ragione per cui sono stati condannati da una giustizia sotto pressione, a reclusioni tanto lunghe che comprendono due ergastoli più 15 anni, senza prove di colpevolezza.


A meno che lavorare clandestinamente negli USA per ostacolare i piani dei gruppi dei terroristi che, annidati in questo territorio, hanno aggredito Cuba provocando migliaia di vittime, distruzione e morte,sia un delitto.


Durante la seconda guerra mondiale, uomini e donne che entravano clandestinamente nelle file del nazismo per conoscere i piani e ostacolare le azioni criminali, in un impegno patriottico e umanitario erano chiamati eroi.


Questo è quel che facevano i Cinque cubani nella rete terrorista e mafiosa di Miami, senza entrare nell'esercito e nell'intelligenza, ma solo in gruppi che preparavano nuovi e continui attacchi.


Tra aprile e settembre del 1977 avvennero nuovi attentati terroristici contro gli alberghi del turismo in Cuba, provocando forti danni e che costarono la vita del giovane italiano Fabio Di Celmo, turista nell'isola.


Gli attentati criminali volevano colpire il turismo vitale per Cuba nella grave situazione del paese dai tempi del detto “Periodo Speciale” che colpì l'isola soprattutto dal 1991 al 1994, dopo la caduta della URSS e del campo socialista.


La industria turistica era già uno dei pilastri del recupero di Cuba, dal 1996-97. il piano criminale dei gruppi terroristici era danneggiare questa iniziativa salvatrice del progetto del governo per la dignità per il popolo.


Gli attacchi terroristici da Miami, iniziati nei' 60 hanno provocato migliaia di morti, invalidi e perdite di materiali per molti milioni,


L'obbiettivo del blocco come arma da guerra è precisamente distruggere l'economia cubana e portare alla fame e disperazione il popolo. Per chi considera superficialmente, basta ricordare quello che si legge nei documenti non più segreti della CIA degli USA.


Dal 1959 tracciarono i piani di guerra segreta con schemi controrivoluzionari per colpire militarmente ed economicamente Cuba.


“Si deve far gridare l'economia!, era uno degli ordini applicati nel colpo di Stato in Cile nel 1973, ordine valido contro tutti i governi che sfidano l'impero. Si sperava così di far alzare il popolo cubano, stimolato dagli agenti degli uffici della intelligence degli USA, infiltrati per distruggere e ammazzare..


Il 6 aprile del 1960, il vice segretario ai temi Ispanoamericani degli USA ,Lester D. Mallory, scrisse un memorandum nel quale affermava “Non esiste una opposizione effettiva in Cuba, quindi l'unico mezzo possibile per allontanare il popolo dall'appoggio interno alla Rivoluzione, è la delusione basata nell'insoddisfazione e le difficoltà economiche.” Inoltre si doveva utilizzare qualsiasi rimedio concepibile per debilitare la vita economica di Cuba, negare denaro e rifornimenti per far diminuire i salari reali e monetari, per provocare la fame, la disperazione, e la caduta del governo,si legge in un documento del Foreign Relacion USA Volume VI, pag.886 citato dall'analista Salvador Capote nel 2012.


Un documento successivo pubblicato dallo stesso autore segnala che “l'Obbiettivo degli USA è aiutare i Cubani a far cadere il regime comunista in Cuba e instaurare un nuovo governo con il quale gli Stati Uniti possano vivere in pace” ossia l'operazione era indirizzata a provocare una ribellione nel popolo Cubano.


“L'azione politica era appoggiata da una guerra economica che indiceva il regime comunista a fallire nei suoi sforzi per soddisfare le necessità del paese” si leggeva nel documento N°36 Programma rivisto dal Capo dell'operazione :Operazione Mangusta, Lansdate Washington, 18 gennaio 1962


L'operazione Mangusta fu uno dei piani più criminali è crudeli contro il popolo di Cuba, elaborato dopo il fallimento dell'invasione del 1961 a Playa Giron. In un' altro documento non più segreto della CIA si legge .”solamente dopo che gli effetti della rappresaglia economica e delle azioni di sabotaggio si sentiranno profondamente tra il popolo e il gruppo di elite, uno potrà sperare di trasformare la delusione, tra le forze armate e centri di potere, in una rivolta attiva contro il seguito comunista di Castro.”


Per un impatto massimo nella economia, lo sforzo doveva essere coordinato con le operazioni di sabotaggio. I piani includevano la distruzione di strade, ferrovie, depositi di combustibili, fabbriche, campi coltivati, devastando il paese.


Oltre a colpire il commercio si dovevano eliminare le vie dei finanziamenti e punire le banche che osavano dare crediti a Cuba o che operavano con capitali Cubani, riporta Capote.


La guerra biologica operava per distruggere i campi colpendo anche i contadini. Fu introdotta la febbre porcina Africana, sconosciuta in Cuba, per privare la popolazione della carne di maiale; incendiarono le coltivazioni di canna da zucchero, portarono nell'isola varie malattie, come i ceppi di dengue tra i quali l'emorragico, che colpì 344203 persone e produsse la morte di 101 bambini nel 1981. Appoggiando tutto quello scenario di guerre economiche, biologiche, chimiche e mediatiche per isolare Cuba, si registravano e si registrano l'azioni militari mercenarie.


Va aggiunto a questo modello di terrore e morte che il governo USA, nel periodo più duro, con migliaia di malati per l'epidemia di dengue che loro avevano installato usò il blocco per ostacolare la vendita dei medicinali, gli insetticidi e il necessario per le urgenti fumigazioni. Cuba doveva cosi acquistare i medicinali ad altissimi costi in altri luoghi e con lunghi trasferimenti per l'assedio e cercare di evitare le penali imposte a chi vendeva a Cuba per il blocco. La situazione del blocco continua oggi, ma l'ambiente internazionale è cambiato e la stragrande maggioranza dei paesi del mondo chiede la fine di questo assedio criminale, e Cuba è parte attiva in America Latina e nei Caraibi.


Ci si può immaginare un paese che vive una simile situazione con le mani legate e di fronte a una epidemia come quella del dengue, che colpiva la popolazione?


Tra i progetti per distruggere Cuba socialista, Washington oltre ad essere al punto di invadere l'Isola-con la crisi dei missili-giunse a pianificare l'entrata delle sue forze speciali e militari dalla base di Guantanamo, territorio cubano occupato illegalmente dagli USA, oggi campo di concentrazione e di torture, sperimentate sui prigionieri sequestrati nei paesi che l'Impero invade e occupa.

La lotta silenziosa dei cinque

Cercando di ostacolare i nuovi progetti destinati ad asfissiare Cuba e di fronte alla mancanza di risposte alle domande di fermare questa guerra continua e implacabile dei governi statunitensi, Cinque giovani uomini furono destinati ad infiltrarsi nei gruppi terroristici di Miami, per conoscere e anticipare i piani criminali contro l 'isola .


Di fatto i gruppi dei “Miamesi” non solo hanno agito contro Cuba, ma anche contro funzionari Cubani in Messico, Panama, Argentina, e in altri Paesi, ma sono responsabili di centinaia di attentati contro imprese, uffici del turismo, centri di solidarietà con Cuba. Questi gruppi di terroristi cubano – americani, che la CIA ha usato e usa per coprire la sua presenza in azioni e crimini di falsa bandiera non solo colpirono Cuba una o più volte ma parteciparono come mercenari nelle guerre sporche in America Latina e nei Caraibi, aiutando le dittature ed eseguendo le domande più criminali della guerra fredda.


La nostra regione ha sofferto al passaggio di questi sinistri protagonisti in quella che fu chiamata “La guerra per i cammini del mondo”, formando commandos criminali nella cornice dell'Operazione Condor e altre simili, nel continente e nel mondo.


E' per detenere il terrorismo che questi giovani cubani, tutti professionisti, non dubitarono nel rischiare la vita, il futuro, le famiglie la possibilità di morire in forma atroce, nelle mani di assassini,disgraziatamente protetti in questo schema di doppia morale della politica degli Stati Uniti, che oggi più che mai si espone nel mondo.


E questa è solo una piccola rassegna degli orrori che quei Cinque giovani cubani volevano evitare.


Per questa ragione di amore e di vita, di diritto alla difesa di un popolo e di profonda umanità, ora sono vittime di una giustizia che protegge l'ingiustizia e i poteri mafiosi e criminali.


Non chiediamo pietà, ma giustizia “ già e subito” perchè possano tornare questi veri eroi del XXI secolo, nella loro Patria, nella loro terra, nelle loro case,, tra l'affetto e l'abbraccio del popolo e dei popoli di Nuestra America che loro hanno protetto a così alto prezzo.


Barak Obama si trova forse nella situazione di ignorare le voci, che sono milioni, in momenti in cui la prima volta tanti paesi affrontano le ingiustizie di un potere imperiale che avanza cieco, senza ragione, tentando di controllare il Mondo, in quello che nella storia è sempre stato il sogno finale che poi seppellisce gli imperi???